Un
borgo medievale che sa di toscana, con una cerchia muraria di ben 5
Km.,
che rappresentano una delle più importanti testimonianze di bastioni
cinquecenteschi, interrotti solo da 4 porte monumentali; dietro, profili
di torri e campanili svettano con poderosa eleganza.
E’ così che si presenta Bergamo a chi arriva dall’autostrada.
Il nucleo storico è la cosiddetta Città Alta. Risale al
periodo in cui Bergamo era l’avamposto della Serenissima nel centro della
Pianura Padana. E il suo fascino, rimasto intatto nei secoli, è
tale che si poò rimandare al ritorno la visita alla città
bassa per raggiungere subito la parte più antica che riserva anche
inaspettate sorprese, come palazzi di nobiltà secolare racchiusi
in fascinosi giardini, botteghe e vicoli che s’inerpicano in ripidi saliscendi.
E’ tutta da assaporare camminando senza fretta, rispettando il suo silenzio
e la volontà di non mettersi mai in mostra, da sempre credo esistenziale
dei Bergamaschi.
Anche nella gastronomia di Bergamo e della sua provincia si trovano storia,
tradizione, semplicità e understatement. E’ infatti caratterizzata
dai giacimenti naturali delle sue vallate alpine, funghi, spinaci e asparagi
selvatici di sapore inconfondibile, ma soprattutto del foraggio di montagna,
fatto di fiori ed erbe aromatiche, che produce formaggi d’alpeggio di
eccezionale qualità.
Un altro vanto della Regione sono le specialità suine, il salame
delle valli Orobiche, dall’impasto morbido e speziato, le salamele della
val Canonica, composte di carni bovine e suine, insaporite con aglio,
pepe e vino, da cuocere alla brace e le salsiccie di pecora o di castrato,
su cui non può mancare un bicchiere di Valcaleppio Rosso D.O.C.
dal sapore asciutto e vellutato.
Quanto alle ricette della tradizione, non è facile dimenticare
i Casonsei, ravioli ripieni, o la Polenta, la Polenta Taragna, ottenuta
mescolando farina di grano saraceno a farina gialla, cui si uniscono,
a cottura quasi ultimata,
burro di malga e Bitto, il tipico formaggio della Valtellina e dell’alta
val Brembana. (Piero Gamacchio)
(Tratto da “Dove” n°12 dicembre 2001)
UN GIRO IN CITTA’
Per godere al meglio delle bellezze di Bergamo Alta, è indispensabile
andarci giorni feriali.
Durante il fine settimana, soprattutto al pomeriggio, la folla di
gitanti mordi e fuggi è infatti così invadente da non permettere
quasi di procedere a piedi. Dopo aver parcheggiato l’automobile , anche
perché dentro le mura si può circolare solo in determinati
orari,meglio prendere la funicolare che in pochi minuti sale fino a Piazza
Mercato delle Scarpe. Da qui si snoda una passeggiata molto piacevole
lungo l’anello racchiuso dalle mura alla scoperta delle bellezze artistiche
e degli angoli più suggestivi della città. Ma prima d’imboccare
via Gomito che porta dritta nel centro storico, un pezzo di medioevo rimasto
inalterato nel tempo, vale una piccola digressione la rocca, costruita
nel secolo XIV. Ora è sede del museo del risorgimento e richiama
soprattutto gli appassionati di storia per la ricca documentazione sulla
spedizione dei mille, cui presero parte 180 volontari Bergamaschi.
Il cuore di Città Alta è Piazza Vecchia, importante complesso
quattrocentesco che comprende il palazzo della Ragione, sulla cui loggia
spicca il leone di San Marco, e la torre del comune, con i suoi 100 gradini
e la fontana scolpita con leoni e serpenti, del 1780.
Oltre la loggia si trovano gli altri gioielli architettonici,come il Duomo,
che racchiude tele del Tiepolo e del Moroni, Santa Maria Maggiore, dal
ricco interno barocco, e la Cappella Del Colleoni, in marmo bianco e rosa
e di una tale imponenza che viene spesso confusa con la cattedrale.
Significativa testimonianza del rinascimento lombardo, conserva all’interno
ricchi affreschi e il sepolcro del celebre capitano di ventura, schierato
talvolta con Venezia talvolta coi Visconti, sul quale si sono sempre
intrecciate
varie leggende. Ma Pergamo è ricca anche di dimore delle antiche
casate nobiliari, come palazzo Terzi, Medolago Albani,Colleoni e Moroni
.
Alcuni sono visitabili dal 25 Aprile a metà luglio, iscrivendosi
al tour delle dimore storiche (rivolgersi al APT). Sempre attorno a PIAZZA
Vecchia, ogni terza domenica del mese le bancarelle del mercatino dell’antiquariatorichiamano
gli appassionati di bric-à-brac, gioielli anni Cinquanta e Sessanta,
argenteria e stampe. I patiti dello shopping sappiano che a Bergamo Alta
la domenica restano aperti tutti i negozi, alimentari compresi. Lasciata
la piazza, è piacevole percorrere l’aciottolato di via Colleoni,
dove si affacciano botteghe antiquarie, wine bar e negozi, e sbucare in
Piazza della Cittadella, ultimo baluardo trecentesco, che oggi ospita
il museo archeologico e il museo civico di scienze naturali. Altro museo
che interesserà soprattutto i melomani a quello dedicato a Gaetano
Donizzetti, con carteggi e memorie del compositore Bergamasco, tra cui
il prezioso pianoforte. Prima di tornare a Bergamo Bassa, per percepire
con un sol colpo d’occhio la magia della città si consiglia di
salire con la seconda funicolare fino al colle di San Vigilio, spettacolare
belvedere che domina la pianura,. Da qui, nelle giornate terse s’intravvede
perfino il baluginare della Madonnina sulla guglia del Duomo di Milano.
La città bassa è raggiungibile con diversi percorsi: uno
dei più interessanti è quello attraverso la Porta di Sant’Agostino
che da via Noca scende fino alla mole Neoclassica dell’Accademmia Carrara,
preziosa Pinacoteca e centro di eventi importanti. Di fronte, un altro
fiore all’ochiello della cultura Bergamasca: la Galleria d’Arte Moderna,
inaugurata da una decina d’anni e conosciuta soprattutto ai più per
aver recentemente ospitato grandi mostre come quelle di Lorenzo Lotto
e del Caravaggio. Entrambe sono nel quartiere di San Tommaso, considerato
per lungo tempo un po’ popolare e oggi trasformato, dopo i restauri di
antichi Palazzotti in zona di antiquari e rigattieri.
Il quartiere sfocia in via Pignolo, anticamente unica via d’uscita della
città per chi voleva dirigersi verso Venezia, che sorprende con
i suoi palazzi signorili dalle austere facciate signorili entro i quali
si aprono eleganti saloni e bellissimi giardini. Se il cure della città
antica batte in Piazza Vecchia, quello della città bassa pulsa
tra il sentierone, classico struscio cittadino, sul quale spicca la mole
ottocentesca del Teatro Donizetti (sede del festival internazionale pianistico),
e via XX Settembre, consacrata strada dello shopping assieme alla parallela
via Tiraboschi. Adue passi, si può fare una sosta nella piazzetta
su cui si affaccia il Caffè Bergamo, per bere qualcosa. I giovani
amano anche il vicino bar Hemingway, dove tutti i mercoledì si
organizzano serate di Cabaret, e il Lunetta’s Space Super Wine Bar, che
vanta più di 1300 etichette di vini. Happy hour dalle 18 alle
21, dopo si cena con salumi, formaggi, zuppe.
E se si apprezzano i tipici e gustosi Casonsei, vale la pena recarsi
ad acquistarne un tipo particolare come gli Scarpinocc della VAL SERIANA
(
il ripieno è interamente di Formaggio) da Il Gusto della Pasta
in via Broseta (Maria Dal Lago)
(Tratto da “Dove” n°12 dicembre 2001) |